P.I.R. (Piani Individuali di Risparmio): tanto fumo e niente arrosto!

P.I.R.

Luci e ombre dei P.I.R. e perché dovresti pensarci due volte prima di sottoscriverne uno.

Hai mai sentito parlare dei P.I.R. ? Nell’ultimo anno se ne sta parlando molto e visto il tema interessante voglio parlartene anche io.

Un piano individuale di risparmio (P.I.R.) è un nuovo strumento d’investimento introdotto in Italia con la Legge 11 dicembre 2016, n. 232 (detta Legge di stabilità 2017).

Lo scopo dei P.I.R. è quello di indirizzare il risparmio delle persone fisiche verso l’economia reale, con particolare attenzione agli investimenti verso imprese italiane.

La particolarità dei P.I.R. è quella di consentire una totale esenzione fiscale: non vengono quindi pagate imposte sui profitti derivanti dagli investimenti che fanno parte del P.I.R.

Per sottoscrivere un P.I.R. occorre sottostare ad alcuni vincoli:
  • almeno il 70 % degli investimenti devono essere in obbligazioni e/o azioni di società quotate e non con residenza in Italia, o comunque in Stati membri dell’Unione Europea ma con attività stabile in Italia;
  • almeno il 30 %, del 70 % precedente, deve essere investito in strumenti finanziari non inclusi nell’indice FTSE MIB;
  • limite massimo del 10 % del totale investito tramite il P.I.R. per ogni investimento;
  • ammontare massimo annuale destinato al P.I.R. pari a euro 30.000;
  • minimo di detenzione degli investimenti facenti parte del P.I.R. di 5 anni;
  • minimo importo da investire: euro 500.

Se non si soddisfano questi requisiti non è possibile sottoscrivere un P.I.R.; inoltre, nel caso si chiudesse un investimento prima dei 5 anni citati, le agevolazioni fiscali decadrebbero e si dovrebbero pagare le tasse sui profitti fino a quel momento maturati.

I PIR possono assumere diverse forme giuridiche: fondi comuni d’investimento, SICAV, gestioni individuali di portafogli di investimento, polizze assicurative a contenuto finanziario, depositi amministrati.

Possono sottoscrivere un P.I.R. solamente le persone fisiche residenti in Italia, sono inoltre strumenti individuali e non ripetibili. Quindi una persona può sottoscrivere solo un P.I.R. per volta e non è prevista la possibilità di cointestare un P.I.R. a più di una persona.

Non è prevista una durata massima e inoltre le loro agevolazioni fiscali includono anche l’esenzione dall’imposta di successione.

 

I 6 motivi per cui non conviene investire tramite i P.I.R.

Pur elogiando la volontà dello Stato Italiano di voler spingere i risparmiatori ad investire nel “mercato Italia”, non posso esimermi da una analisti critica.

A primo impatto questo nuovo strumento di investimento sembrerebbe vantaggioso ma, se si analizza approfonditamente si riescono a trovare parecchi difetti.

Dopo attenta valutazione ho rilevato 7 difetti congeniti dei PIR che li rendono uno strumento finanziario sicuramente non appetibile:

  1. Diversificazione geografica assente:

    essendo uno strumento nato per incentivare gli investimenti verso imprese italiane o che operano i Italia, non è possibile una diversificazione a livello geografico. In questo modo si espone il proprio investimento a tutti i rischi connessi alla situazione economica italiana, che, come sai, non è per nulla rosea.

  2. Liquidità bassa e volatilità alta:

    una percentuale del 30% dell’investimento deve essere effettuata con strumenti finanziari non inclusi nell’indice FTSE MIB; ciò significa che una parte per nulla esigua va investite in aziende con piccola o media capitalizzazione che solitamente offrono bassa liquidità e una alta volatilità. Tutto ciò fa aumentare di parecchio la percentuale di rischio di un P.I.R.

  3. Durata minima:

    la durata minima di 5 anni, per usufruire delle agevolazioni fiscali, obbliga il risparmiatore a bloccare i suoi soldi per un periodo di tempo a medio termine. Il risparmiatore è quindi impossibilitato a disinvestire da un P.I.R. e reinvestire i fondi in altri investimenti più profittevoli, pena il pagamento delle imposte dovute.

  4. Composizione:

    la composizione di un P.I.R. prevede una maggioranza di obbligazioni e azioni. Considerato il mercato italiano, sono strumenti che non offrono grandi orizzonti di guadagno.

  5. Rapporto costi/profitti:

    gli operatori finanziari che offrono PIR già “preconfezionati” applicano commissioni e costi di apertura che potrebbero pareggiare o superare quanto si risparmia tramite le agevolazioni fiscali. Considerando un profitto medio del 5% annuale, infatti, si avrebbe un agevolazione del 1,30% (26% di 5%); le commissioni di banche e altri operatori finanziari per l’apertura di un P.I.R. si aggirano intorno il 1,20% e 1,35%. Puoi constatare tu stesso che l’eventuale agevolazione fiscale è totalmente azzerata, o quasi, dai costi.

  6. Strumento per esperti:

    se si vuole evitare i costi sopracitati, è sempre possibile “costruirsi” un PIR autonomamente. Questo è però possibile se si è dei veri esperti di tutti gli strumenti finanziari ammessi e del sistema economico italiano. Tra l’altro, pur essendo possibile, per legge, aprire un conto P.I.R. presso qualsiasi banca, fare ciò risulta difficoltoso (le banche non vedono mai di buon occhio chi aggira le loro offerte e proposte perché ci rimettono in commissioni).

 

Conclusioni

Concludendo penso che i PIR non sono sicuramente lo strumento adatto per creare delle rendite finanziarie con lo scopo di raggiungere la Libertà Finanziaria.

Anche volendo utilizzare i P.I.R. come una sorta di “cassaforte” dove tenere parte dei tuoi risparmi al fine di salvaguardarli da inflazione e costi di un normale conto corrente dovresti valutare bene questa scelta e magari optare per altri strumenti più flessibili e con meno parametri da rispettare che, se scelti con il giusto criterio offrono anche profitti più alti e rischi più bassi.

E’ evidente inoltre che la grande pubblicità fatta ai PIR è stata fortemente voluta per incentivare questo strumento e tentare di risollevare le sorti dell Piccole e Medie Imprese Italiane che versano da anni in condizioni economiche precarie.

L’intento era nobile e del tutto condivisibile ma, forse, non è stato attuato nel modo migliore.

Ricordati sempre che quando si tratta dei tuoi soldi non devi mai seguire le mode ma informati a fondo e ragiona con la tua testa.

“Come gnu che migrano, gli investitori si seguono a vicenda e seguono l’analista. A volte incontrano un burrone nel loro viaggio. (Jeroen van der Veer)”

 

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